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SUMMARY:L A   G U I D A -Dalle storie della tradizione Zen-
DESCRIPTION:di e con Emilio Ajovalasit\nScene Chiara Cavasio\, Gabriele Genova\nAssistenti alla Regia Federica Castelli\, Sergio Saporito\nMusiche originali Luca Cumbo\nConsulenza alla drammaturgia Giuseppe Ippolito\nProduzione Teatro Atlante\nFoto di scena Alessandro Sciortino \nin collaborazione con il Centro Zen Anshin – Roma \nLa via spirituale dello Zen ha in se una tradizione legata al racconto di storie come veicolo di comprensione e risveglio personale. Ancora più importante nello Zen è il rapporto fra studente e insegnante\, un rapporto che prevede la trasmissione “da cuore a cuore” di valori\, insegnamenti pratiche. Ciò che viene trasmesso in questa relazione può difficilmente essere espresso a parole. \nLa Guida è una storia di formazione\, parla di crescita personale\, del percorso che si deve fare per compierla\, ma soprattutto parla del rapporto con un maestro inteso come colui che – ad un certo punto dell’esistenza- ci mostra una direzione diversa rispetto a quella che stavamo percorrendo. Maestro non è necessariamente una persona\, può essere una situazione\, un viaggio\, una malattia\, una perdita\, qualcosa che entra nella nostra vita cambiandola radicalmente. \nLa necessità di attraversare il deserto è l’occasione di un incontro fra un ragazzo e Musa\, un uomo che vive da solo in un oasi. L’oasi è un rifugio\, un punto di passaggio per i molti viaggiatori che attraversano il deserto\, in fuga da fame e guerre. Musa sarà la guida che li aiuterà a compiere il viaggio. La relazione umana e l’obiettivo di riuscire a sopravvivere in un ambiente ostile sono uno stimolo per ricevere insegnamenti che vanno al di la delle semplici indicazioni pratiche. \nChi è Musa? Qual è la sua storia? E perché assume su di se un ruolo così fondamentale\, quello di aiutare i viaggiatori salvando vite umane? \nLa guida racconta una storia che racchiude in se molte storie\, indagando cosa sta alla base di una relazione umana basata sull’accudimento e sul dono.
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SUMMARY:OLTRE IL VELO
DESCRIPTION:Spettacolo di narrazione nato dal progetto “Oltre l’orizzonte – Contro narrazioni dai margini al centro” di e con Preziosa Salatino\, co-fondatrice del Teatro Atlante. \nSi tratta di uno spettacolo di narrazione nato per dare continuità ai laboratori teatrali condotti nell’ambito del progetto “Oltre l’orizzonte – Contro narrazioni dai margini al centro” con giovani musulmani di seconda generazione\, i cosiddetti “nuovi italiani”. Sono ragazzi e ragazze nati in Italia da genitori immigrati\, la cui caratteristica comune è quella di avere un’identità ibrida: sono implicitamente chiamati a fare da ponte fra culture\, tradizioni\, valori diversi. In famiglia parlano una lingua\, a scuola un’altra\, mangiano cous-cous e frequentano Mc Donald\, indossano con la stessa disinvoltura il velo o la minigonna.\nNegli ultimi anni si è diffuso il timore che proprio loro\, a causa di questa vulnerabilità che li renderebbe facilmente manipolabili\, possano offrire terreno fertile al germe marcio del radicalismo; di contro\, anche a causa dei social media\, si è sviluppata nell’opinione pubblica una reazione parallela di discriminazione\, denominata islamofobia.\nQuesto spettacolo è un tentativo di mettere ordine fra i tanti pregiudizi legati a questo tema (religione\, velo\, patriarcato) attraverso la voce di chi li vive in prima persona.\nOltre il velo\, infatti\, è basato su storie vere\, raccolte durante laboratori condotti in 7 città d’Italia\, tra cui proprio Padova presso il circolo Nadir.\nDa Palermo a Torino\, da Cagliari a Bologna\, quello che emerge è un forte bisogno di riconoscimento e autodeterminazione.
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